Accorgersi - Vocabolario di Igor Sibaldi

ACCORGERSI - penso sia il verbo più importante, per chi voglia esplorare la SAPIENZA. Molti ritengono invece che contino di più i verbi CREDERE e CAPIRE. Ma solo perchè temono che l'accorgersi sia troppo semplice.
   Lo è infatti. La sua semplicità è tale (e talmente temibile) che, spesso, non ci accorgiamo neppure di sapere che cosa significhi accorgersi. In realtà, significa:
- notare qualcosa che prima non si era notato;
- cambiare idea, rendersi conto di avere avuto torto;
- percepire irresistibilmente la verità di qualcosa, dato che non ci si può accorgere di qualcosa che non sia vero; e
- fare tutto ciò autonomamente: nessuno, infatti, può obbligarti ad accorgerti di una qualunque cosa (mentre capita spesso che qualcuno riesca a farti credere qualcosa, o a farti capire qualcosa in un determinato modo).
   Il che spiega perchè Gesù parli spesso dell'accorgersi, nei Vangeli: quei quattro aspetti del verbo sono proprio le operazioni mentali che vengono richieste ai discepoli prima d'ogni altra, e in qualsiasi circostanza dell'esistenza.



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Ma per comprensibili motivi, ogni volta che nei Vangeli compare il verbo accorgersi (in greco, metanoein: letteralmente, "far giungere la tua mente più in là"), le versioni consuete lo traducono: "convertirsi", come se dovesse per forza significare il passaggio da una religione all'altra, cioè da un modo di credere a un altro. Il che davvero non è.
   Al contrario, chi si accorge smette di credere, cioè di fidarsi di quel che altro dicono - mentre solo chi non si è ancora accorto di una determinata cosa può credere che quella cosa sia vera, fidandosi di quel che ne sente dire da altri.

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